CHIEDIAMO

L’AUTODETERMINAZIONE

DIGITALE

Autodeterminazione digitale

Noi cittadini richiediamo ciò che ci spetta: il diritto di controllare i nostri stessi dati. L’autodeterminazione digitale deve essere considerata uno dei diritti fondamentali!

Il 25 maggio 2018 negli stati membri dell’UE è entrato in vigore il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (RGPD, in inglese GDPR).

Ogni cittadino e ogni cittadina dell’Unione Europea da quella data ha il diritto di ricevere una copia dei propri dati e di disporre liberamente di tale copia (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati dell’UE, art. 20 Diritto alla portabilità dei dati).

Noi esigiamo l’equiparazione giuridica dei cittadini svizzeri ai cittadini UE. A tal fine, il diritto alla portabilità dei dati dovrà essere incorporato al più presto nella legge federale sulla protezione dei dati (LPD):

LPD art. 25a (nuovo) Diritto alla portabilità dei dati
1 Ogni persona ha il diritto di ricevere i propri dati personali in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico.
2 Ha inoltre il diritto di trasmettere tali dati a un altro titolare del trattamento o di renderglieli direttamente accessibili senza impedimenti da parte del titolare del trattamento cui li ha forniti.
3 Il titolare del trattamento può rifiutare, limitare o differire la comunicazione dei dati se interessi preponderanti di un terzo lo esigono.

Il diritto alla copia dei dati digitali

Abbiamo perso l’autodeterminazione digitale

Al giorno d’oggi, i nostri dati personali vengono raccolti ovunque e costantemente, ad esempio i dati relativi alla salute, alla forma fisica, agli acquisti e all’istruzione. La raccolta dei dati avviene tramite diverse modalità: app, sensori negli smartphone, alla cassa dei negozi, su Internet tramite i browser web. I dati personali sono diventati una vera e propria materia prima e costituiscono un importante fondamento economico. Sono l’infrastruttura del XXI secolo.

I servizi online vengono pagati prevalentemente con i dati anziché in denaro: l’iscrizione ai servizi di raccolta punti è gratuita, i browser web sono gratuiti. I nostri dati però non vengono conservati né controllati da noi stessi. Siamo finiti così in uno stato di dipendenza digitale dalle aziende e dalle società di elaborazione dei dati, perdendo gran parte della nostra autodeterminazione digitale. Potremo riconquistare l’autodeterminazione digitale riprendendo il controllo sull’utilizzo dei nostri dati.

Le tre caratteristiche dei dati personali

I dati sono facili da copiare

Diversamente dagli oggetti fisici, i dati possono essere copiati in modo rapido e semplice. I dati copiati possono essere riutilizzati. Il medico è tenuto a conservare i dati medici per 10 anni, ma è possibile richiedere una copia dei dati per trasmetterla a un altro medico, per chiedere un secondo parere oppure per un progetto di ricerca. Questo obbligo però non vale per molti addetti alla raccolta dei dati.

Ognuno possiede miliardi di dati

I dati personali sono uno dei pochi valori che tutte le persone creano e posseggono in grandi quantità. Tutte le persone ad esempio possiedono miliardi di dati genomici, perché tutti possediamo 6 miliardi di coppie di basi nel nostro patrimonio genetico. Lo stesso principio vale anche per il numero di passi o di battiti cardiaci.

Solo l'individuo può ricongiungere tutti i suoi dati

I miei dati sono molto preziosi per me: sulla base dei vari dati personali (Dove vado? Che cosa mangio? Quanto sport pratico? Qual è la mia pressione arteriosa? La mia anamnesi familiare? I miei valori ematici?), in futuro saremo in grado di diagnosticare prima le malattie e di curarle meglio. Solo io so dove vengono raccolti questi dati e come ricongiungerli. Solo così posso usufruire correttamente del loro valore.

Risultato: con il diritto di ricevere una copia di tutti i nostri dati possiamo esercitare l’autodeterminazione digitale e sfruttare il valore dei nostri dati, nel nostro interesse e per il bene di tutti.

Fazit: Mit dem Recht, eine Kopie all unserer Daten zu erhalten, können wir digitale Selbstbestimmung ausüben und den Wert unserer Daten im eigenen Interesse und zum Wohle aller nutzen.

L’autodeterminazione digitale deve essere riconquistata grazie al diritto garantito alla copia

l mondo politico ed economico (Economiesuisse) finora a livello giuridico si è opposto al “Diritto di copia”. Un postulato presentato nel 2015 dal Consigliere nazionale Fathi Derder del PLR al Consiglio federale venne esaminato ma poi respinto nel 2017 nell’ambito della revisione della legge federale sulla protezione dei dati (LPD). Economiesuisse si oppone alla portabilità dei dati: così l’UE definisce il diritto alla copia nel nuovo regolamento.

FAUTORI

André Golliez

André Golliez

André Golliez, consulente IT, presidente di OpenData.ch e CEO di Swiss Data Alliance

“Verso un’economia dei dati equa e proficua grazie all’autodeterminazione digitale!”

Ursula Uttinger

Ursula Uttinger

Presidentessa del Forum svizzero della protezione dei dati e specialista in protezione dei dati

“1984” è già realtà. Evitiamo che si avveri anche “the circle”!

Balthasar Glättli

Balthasar Glättli

Consigliere nazionale dei Verdi, membro del gruppo parlamentare per la sostenibilità digitale

Doris Fiala

Doris Fiala

Consigliera nazionale, PLR

Il diritto a una copia dei propri dati è un diritto fondamentale liberale (primario)

Thomas Gächter

Thomas Gächter

Docente di Diritto statale, amministrativo e delle assicurazioni sociali all’Università di Zurigo